Vacanze ambientali in barca? Falla con il boat-sharing

Vacanze ambientali in barca? Falla con il boat-sharing

Le bellezze naturali da visitare in barca sono moltissime in tutto il pianeta. Le isole, le scogliere e tutto il ricco tesoro del mare, spesso sono però osservabili solo dalle imbarcazioni, poiché altrimenti irraggiungibili.

Tuttavia spesso una vacanza in barca alla scoperta degli ambienti naturali più belli del mondo comporta dei costi che non sono affrontabili dalla maggior parte delle persone. E per questo che è nato il boat sharing, che permette agli amanti del mare di tutto il mondo di prendere parte a viaggi su una barca condivisa con altre persone.

Il boat sharing permette il noleggio di una barca con armatore o senza armatore, il noleggio solo per spostarsi, il noleggio con skipper, il noleggio al molo (senza navigazione), e molte altre opzioni.

In particolare, questo tipo di viaggio dà la possibilità di fare una vacanza ecologica agli amanti dell’ambiente e della natura, essendo possibile prenotare barche a vela o barche elettriche (che producono un minore inquinamento, soprattutto acustico); ma anche, prendere parte a programmi di viaggio improntati sull’ecologia. Ad esempio è possibile partecipare ad itinerari in cui i partecipanti devono seguire delle regole, come quella di non utilizzare prodotti di pulizia inappropriati durante i viaggi (infatti, l’utilizzo di prodotti chimici può formare delle nuvole e degli scarichi di inquinanti che vanno a finire direttamente nell’acqua e nell’atmosfera).

 Cos’è e come funziona il boat sharing

Viaggiare in barca è senza dubbio uno dei modi più costosi per muoversi. Oltre ai costi stratosferici delle imbarcazioni che permettono di percorrere lunghe tratte infatti, sono da tenere in considerazione anche i costi accessori (carburante, attracco, rimessaggio, dotazioni di bordo, ecc.).

Tuttavia oggi non è più così: nell’epoca della sharing economy, in cui è possibile condividere risparmiando notevolmente sui mezzi di trasporto come auto, bici e scooter (tramite servizi come uber, blabla car, gog bus, ecc.), oppure sugli alloggi (ad esempio tramite air bnb), è oggi possibile organizzare viaggi condivisi con altre persone, anche sulle imbarcazioni.

Il boat sharing è la nuova frontiera dei viaggi condivisi. È infatti ormai possibile per gli appassionati del mare prenotare una barca tramite diversi siti on line, prendendo parte ai programmi organizzati dai numerosi servizi (ci sono ad esempio GetMyBoat, Medboat sharing, Sharemysea e molti altri). Questi servizi propongono ai viaggiatori diverse opzioni di viaggio: c’è ne sono che organizzano escursioni di un giorno o mini crociere; che riuniscono persone con gli stessi interessi per una vacanza; che operano in una determinata zona o che prevedono spostamenti. Ci sono poi servizi di boat sharing di intermediazione tra viaggiatori e armatori, o vere e proprie agenzie nautiche; ma ci sono anche molti privati, che vogliono semplicemente guadagnare dalla propria imbarcazione inutilizzata ad esempio.

I modi per fare una vacanza tramite il boat sharing, possono essere diversi a seconda del servizio che si sceglie dunque. Ci sono servizi che prevedono la possibilità di proporre un itinerario e di attendere che altri viaggiatori si candidino come partecipanti; ci si può aggregare a viaggi già organizzati da altre persone; oppure, se si è degli skipper certificati con esperienza, ci si può candidare per guidare un gruppo in cambio di un posto gratis in cabina. Ci sono poi molte altre opzioni, come ad esempio quella offerta dal servizio medboat, che propone due soluzioni agli iscritti: diventare “socio member” stipulando un contratto, generalmente della durata di un anno, ed avendo così il diritto di utilizzare un’imbarcazione per un totale di circa 90 giorni nel periodo di durata del contratto; oppure diventare un vero e proprio armatore, ossia un “socio owner”, ed acquistare un’imbarcazione, pagandola mediante l’affitto agli altri utenti (naturalmente nei periodi in cui non è occupata dal proprietario).