Fatturazione elettronica: Cosa cambia

Fatturazione elettronica: Cosa cambia

La fatturazione elettronica tra privati è entrata in funzione il 1 gennaio 2019, creando inizialmente parecchi problemi sia alle ditte Italiane che ai produttori di software.

La rivoluzione della fattura digitale

Per la prima volta dopo oltre 50 anni per emettere un documento di vendita non si sarebbe più usata la carta ma uno strumento elettronico e questo strumento (computer o tablet) dovrà essere connesso a Internet per trasmettere le fatture al sistema di interscambio (SDI) che a sua volta le recapita alla ditta destinataria dopo essere state memorizzate dall’Agenzia delle Entrate.

Questo sistema già testato nel 2018 sulla Pubblica amministrazione (ma con piccoli numeri) ha generato invece nel 2019 una quantità enorme di dati e che ha creato problemi di ricezione ai server dell’agenzia delle entrate. Erano state sottovalutate le risorse da dedicare a questo nuovo servizio.

Inoltre i documenti XML generati devono rispettare un rigido protocollo di scrittura con campi obbligatori , pena il rifiuto da parte dello SDI della fattura trasmessa.

La fattura emessa se rifiutata dallo SDI può essere corretta e reinviata. Una volta accettata e consegnata al destinatario, non è più possibile modificarla o annullarla.

Come ha reagito il mercato dopo l’introduzione della fattura elettronica?

In questo contesto le più grandi case di software Italiane hanno cercato di Monopolizzare il mercato perché la conservazione delle fatture emesse e registrate ha generato un grande business a cui nessuno ha voluto rinunciare.

Dalla fatturazione elettronica, si è ottenuto però un grosso vantaggio per le aziende Italiane. Le fatture ricevute ora si possono caricare nei gestionali quasi automaticamente, risparmiando tempo e denaro evitando un lavoro spesso lungo e noioso.

Anche la pubblica amministrazione ha ottenuto il vantaggio di avere in tempo reale l’andamento delle ditte Italiane e un controllo maggiore sulle truffe che spesso venivano fatte riguardo alla liquidazione IVA.

Si prevede addirittura che il 2019 chiuderà con un introito extra di 4 miliardi di euro sul versamento dell’IVA. Una boccata di ossigeno per le casse dello stato sempre affamate di nuove entrate.

Durante il 2019 sono stati fatti anche diversi aggiustamenti alle regole sulla trasmissione delle fatture. Infatti siamo passati da 10 a 12 giorni per poter inviare una fattura dopo che è stata generata senza incorrere in una sanzione.

Cosa è cambiato dopo il 30 Luglio?

Il 30 Luglio è stata anche modificata la regola che controllava il passaggio delle fatture dallo SDI.

Fatture che il giorno prima passavano il 30 Giugno sono state bloccate per essere corrette e rimandate dalle aziende che le avevano emesse.

La nuova regola impone che :

  1. Se la società trasmittente ha la PI uguale al CF si deve mettere nel file XML solo il CF
  2. Sulle fatture dei clienti il CF non va più trasmesso perché se sbagliato verranno respinte. Prima il CF veniva ignorato anche se errato.

Questa regola è entrata in vigore lo stesso giorno in cui è stata annunciata costringendo le case software a correggere velocemente i software gestionali che generavano i file XML.

Concludendo visto il grande successo di questo servizio si suppone che il prossimo anno diventerà obbligatori anche per le categoria finora esentate.