Presso il Ministero dell'Ambiente è stata avviata la procedura integrata di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) riguardante l'iter autorizzativo del progetto di prospezione geofisica (sismica 2D) nell'ambito dei permessi di ricerca denominati "Passo di Piazza" e "Friddani", che interessa le province di Enna, Caltanissetta, Ragusa, Catania.

 Il termine di presentazione delle osservazioni riservate al pubblico scade il 07/07/2017.

Leggendo le conclusioni della sintesi non tecnica (SAGE/SIA/001/2017) dello studio di impatto ambientale (SIA) e valutazione d'incidenza per l'esecuzione di un rilievo sismico 2D nell'area destinata al progetto di esplorazione e ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi che la Società ENI Mediterranea Idrocarburi S.p.A. intende intraprendere nell’ambito dei permessi sopra citati, ciò che maggiormente colpisce è il fatto che dall’esame del regime vincolistico sovraordinato risulta che all’interno dell’area interessata sono presenti:

•             tre aree naturali protette (EUAP) ed un IBA (CFR. Allegato 5 A/B);

•             sette siti tutelati appartenenti alla Rete Natura 2000 (cfr. Allegato 6 A/B);

•             “Beni culturali tutelati” ai sensi degli artt. 10 e 11 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i. (aree archeologiche);

•             aree di notevole interesse pubblico, tutelate ai sensi degli artt. 136 e 157 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.;

•             territori costieri compresi in una fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia;

•             fiumi, torrenti, corsi d'acqua, iscritti negli elenchi previsti dal Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e  relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;

•             parchi e riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi;

•             territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, compreso quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18/05/2001, n. 227;

•             zone umide incluse nell'elenco previsto dal DPR 13/03/1976, n. 448;

•             territori interessati da vincolo idrogeologico.

A tale prospettiva di ulteriore scempio delle matrici ambientali e delle elementari norme precauzionali sancite dal Diritto Europeo si aggiunge, sconcertante, lo scandalo vero e proprio - del tutto politico - del fatto che ad oggi, in Sicilia, la Disciplina della prospezione, della ricerca, della coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche, è ancora regolata dalla Legge Regionale n° 14 del 2000.

Legge già dichiarata obsoleta per sopravvenuta incostituzionalità già oltre 4 anni orsono dal costituzionalista Enzo Di Salvatore nel corso dei lavori di un convegno tenutosi a Gibellina il 24 Marzo 2013, in quanto, tra l’altro, nelle disposizioni specifiche dell'art.14 della stessa, al comma 7 è previsto che il permesso di prospezione autorizza il permissionario a condurre l'esplorazione anche in aree protette, nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dell'ambiente e del paesaggio.

Come purtroppo più volte acclarato nelle Regioni che da decenni subiscono gli effetti nefasti della filiera dell’Oil&Gas, la “convivenza” tra attività estrattive e tutela dell’ambiente non è più che una burla propagandistica di Eni e Companies da mettere in bocca ai politici ed agli amministratori locali.

Resta il fatto che, tanto più alla luce della minaccia rappresentata dal rilancio delle attività di esplorazione e ricerca finalizzate a nuove concessioni estrattive, in Sicilia è ancor più urgente e necessario addivenire con efficacia e concretezza alla revisione della Legge 14/2000, attrezzando e rilanciando una campagna capillare dal basso.

Dopo la clamorosa vittoria referendaria che lo scorso 4 Dicembre ha sepolto sotto una valanga di NO il progetto accentratore ed autoritario di revisione costituzionale di marca renziana, difendere l’impianto di autonomia statutaria della Sicilia vuol dire accentuarne il percorso di valorizzazione e gestione dei beni comuni.

Considerato quindi che il 07/07/2017 scadranno i termini per presentare le osservazioni sul progetto di prospezione geofisica (sismica 2D) nel sottosuolo di Gela, Mineo, Ramacca, San Michele di Garanzia, Mazzarino, Aidone, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Caltagirone, Grammichele, Niscemi, San Cono,

 chiediamo  a tutte le associazioni, ai comitati, ai movimenti, ai partiti, alle associazioni sindacali, ai singoli, che si battono in Sicilia per i beni comuni

•             di produrre le necessarie osservazioni utili da inviare al Ministero dell'Ambiente senza fare scadere i termini di legge

•             di saper condividere la pratica di una piattaforma incentrata sulla rivendicazione della modifica della L. 14/2000 e del ripristino del Piano delle Aree, già previsto dall’ex art. 38 dello “Sblocca Italia” ed opportunisticamente stralciato dal governo Renzi in sede di Legge di Stabilità del 2015 per il 2016.

A tale scopo come soggetti promotori firmatari invitiamo alla sottoscrizione del presente appello, al fine di poterci accordare sulla condivisione di una mozione unica, quale strumento di coinvolgimento, anche tramite delibere comunali, delle amministrazioni locali, per costringere la ARS a deliberare in materia.

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Inchiesta Mare Nostrum. Tancredi: "M5S totalmente estraneo ai fatti" In evidenza

“Notizie di stampa lascerebbero trasparire un coinvolgimento, seppur marginalissimo, del M5S nell'inchiesta Mare Monstrum, cosa che è fuori da ogni logica e dalla realtà delle cose”. 

Così il deputato M5S all'Ars, Sergio Tancredi.

“Non è vero – dice il deputato - che abbiamo fatto mancare il numero legale in commissione Ambiente, perché eravamo presenti nelle due sedute di ottobre successive alla mia telefonata intercettatta. Dopo queste, la votazione della consulenza non fu più inserita all'ordine del giorno e, dunque, non se ne parlò più. I verbali delle sedute della commissione sono la dimostrazione che quello che sosteniamo è la verità. Tra l’altro, lo stesso magistrato Lo Voi afferma che noi eravamo contrari 'probabilmente per altri motivi'. Infatti, il M5S è sempre stato vigile nei confronti delle nomine di consulenza. Abbiamo sempre agito in questo modo, chiedendo le carte e studiando i curricula. Ed è così che abbiamo fatto anche anche in occasione della seduta per la nomina di Prestigiacomo, il quale, come si legge nel suo curriculum, aveva prestato servizio per una compagnia di navigazione e per questo motivo il M5S ha ritenuto opportuno un approfondimento per verificare la sua terzietà all'incarico”.

 

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Gero Acquisto: "Drammatica la situazione economica e sociale dei siciliani" In evidenza

La Uil di Agrigento interviene con il Segretario Generale Gero Acquisto a margine del forum e dei risultati tracciati dal Presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara sulla situazione economico e sociale della nostra isola a oggi purtroppo caratterizzata solo da segnali negativi che abbracciano trasversalmente praticamente una fascia amplissima di siciliani.

“Il nostro intervento non vuole affondare il coltello su ferite che in Sicilia sono diventate voragini e che nell'ultimo anno si sono solo allargate senza precedenti, noi invece vogliamo far comprendere come organizzazione sindacale vicina alle esigenze dei cittadini, che il governo e la politica che ci rappresenta nelle Istituzioni devono prendere atto del loro fallimento e provare almeno a mettere qualche pezza al dramma in cui vivono i siciliani.

La cosa che ci addolora è che oltre alla crisi e alla mancanza di riferimenti, i siciliani non vedono alcun ottimismo, in maniera che la situazione possa subire uno scossone positivo, 400 mila siciliani emigrano, un dato che deve far riflettere, i 500 mila neet, che pure in presenza del piano straordinario Garanzia Giovani, ha visto un tasso di occupabilità con risultati bassissimi di trasformazione di tirocini e apprendistato in contratti duraturi. Leggere che una fascia maggiore di siciliani rinuncia alle cure mediche, sancisce il dramma non solo economico ma soprattutto sociale tra cittadino non abbiente e le strutture sanitarie che dovrebbero garantire i livelli essenziali e di assistenza. Per non parlare delle imprese che falliscono o decidono di rischiare i loro capitali e le loro fatiche fuori dalla Sicilia. Possiamo sostenere che proprio in questi ultimi anni abbiamo cercato un confronto serio con i governi nazionali e regionali, sui drammi che si sono presentati nel mondo del lavoro, e dispiace constatare che buona parte della politica è rimasta chiusa e poco disponibile con le parti sociali.

E' inutile fare la lista di quello che hanno subito tante categorie siciliane con problematiche a oggi ancora insolute, ma a questo punto ci chiediamo se i siciliani potranno ancora sopportare una stagione di fallimenti politici di queste proporzioni. Se si vuole riprendere un cammino a questo punto si deve cambiare veramente tutto nella politica regionale e non solo, a questo punto si deve ripartire dalle fondamenta, e chi ha fallito deve avere il coraggio di cedere il passo e dare spazio a una nuova classe dirigente, perchè i siciliani meritano rispetto e pretendono risposte e opportunità vere per contribuire a uno sviluppo economico che sia per includere giovani e chi rivendica un lavoro o un'assistenza su basi nuove, dove capacità, rigore e occasioni di sviluppo guardino alla crescita e alla sostenibilità di un popolo che non si può piegare più, perchè ampiamente sfinito.”

 

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Scorrimento veloce Palermo–Agrigento, i lavori si fermeranno a Manganaro. Per completare l’opera vanno reperiti nuovi fondi In evidenza

“Tagliata fuori la provincia di Agrigento, sempre più isolata e distante dagli altri capoluoghi siciliani. E’ un quadro sconfortante quello che emerge dall’audizione di oggi in IV commissione all’Ars, con oggetto il completamento dello scorrimento veloce Palermo – Agrigento”. Lo dice il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo che, insieme al collega parlamentare Giampiero Trizzino, aveva chiesto di sentire l’assessore alle Infrastrutture e il dirigente del dipartimento, nonché i vertici dell’Anas, proprio sugli stanziamenti finanziari previsti per il completamento dell’opera e, quindi, sull’esclusione dalla lista delle opere di interesse nazionale.

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“Stop del Tar all'Avviso 8? Nessuna sorpresa, purtroppo . Avevamo segnalato le numerose criticità e proposto di rivedere tutto. Ora rischiano di pagare i lavoratori e le loro famiglie”.

Commenta così il M5S all'Ars il “cartellino rosso” del Tribunale amministrativo regionale, che, di fatto, scaglia l'ennesima tegola sul già disastrato mondo della Formazione professionale siciliana.

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foto generica, tratta da internet In evidenza

Rete ospedaliera siciliana, una grana dopo l'altra. Dopo l'annunciata chiusura di 90 reparti entro il 2018, denunciata nei giorni scorsi dal M5S, si profila ora la rogna ambulanze. E sarà una rogna bella grossa, destinata a lasciare il segno soprattutto sulla pelle dei piccoli Comuni, molti dei quali resteranno totalmente sguarniti, privi del presidio Sues (Servizio urgenza emergenza sanitaria) su cui hanno potuto contare finora.

Più che una sforbiciata, quella che si abbatterà a stretto giro di posta (entro il 31 dicembre 2017) sulle ambulanze di soccorso avanzato, di soccorso di base e auto mediche della Sues, sarà una mannaia. Delle 251 postazioni attive prima del varo della rete, solo 125 resteranno in vita a regime, il resto sarà soppresso, con tutte le conseguenze che si troveranno a scontare soprattutto gli abitanti dei Comuni più penalizzati dal punto di vista orografico e dei collegamenti stradali.

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Un emendamento alla Finanziaria per riparare ad “una vergogna colossale”: lo ha presentato oggi il M5S all'Ars per rimettere in pista i 20 milioni di euro spariti misteriosamente dal fondo disabili, come denunciato oggi da Repubblica.

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