Domani l'anniversario della strage di Capaci. L'intervento della UIL di Agrigento In evidenza

La Segreteria Territoriale della Uil di Agrigento interviene per i 25 anni della strage di Capaci e la giornata di domani nel ricordo del giudice Giovanni Falcone e la scorta barbaramente uccisi nel più terrificante attentato mafioso e stragista del dopoguerra.

“Domani non è solo una giornata del ricordo ma un momento di riflessione dopo 25 anni dall’attentato che ha sconvolto tutti, perché il 23 maggio del 1992 l’uccisione di uomini e servitori dello Stato è stato un attacco allo stato di diritto e democratico che ha rischiato di mettere in crisi le Istituzioni: rischio che per la reazione netta e decisa delle Istituzioni è stato arginato. E’ chiaro che in questi lustri si è fatto tanto contro la lotta alla mafia e alla cultura delle sopraffazione e della illegalità ma non possiamo pensare di avere sconfitto del tutto questa cancrena criminale. Certamente, dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino, si è iniziato un cammino di conoscenza e sensibilizzazione che è partito dalle scuole, dai bambini, dalle periferie, dalle aree del disagio sociale, economico e culturale. La cultura della legalità deve ancora di più germogliare attraverso un lavoro costante che tanti uomini delle Istituzioni e cittadini onesti siciliani svolgono quotidianamente. Dobbiamo creare però condizioni non solo di legalità e di consapevolezza, che sono importantissime, altresì, dobbiamo favorire l’istruzione, lo sviluppo e le opportunità di lavoro a chi può essere a rischio devianza o a modelli sbagliati che potrebbero indirizzarsi su strade senza ritorno. Ecco perché le nostre Istituzioni devono lavorare per una cultura di inclusione sociale; infatti, rilevare i dati della dispersione scolastica e del tasso di inoccupati in Sicilia a due cifre deve far riflettere per cambiare lo status quo e favorire una circolarità di occasioni ed opportunità lavorative per chi ha bisogno di riferimenti sani e risposte certe. Il lavoro e l’indipendenza economica sono un freno per qualsiasi devianza e crediamo che per affrancarsi da ogni forma di violenza, si debba alzare il livello di attenzione sulle situazioni di marginalità e di povertà economica. L’esempio e il senso dello Stato che il giudice Falcone ha dimostrato in tutto il suo percorso umano e professionale, è un patrimonio di tutti noi. La nave dei bambini di tutta Italia che attraccherà a Palermo domani non è solo una testimonianza ma segna la speranza che le nuove generazioni potranno cancellare la mafia e la cultura mafiosa per sempre; avendo chiaro che è attraverso questi modelli umani, da Falcone ai tanti giudici o servitori dello Stato uccisi, che la Mafia sarà sconfitta dalla legalità e dal rispetto delle leggi e dello Stato di diritto.”

 

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Licata. Trovato con coltello a serramanico ed una cartuccia inesplosa, denunciato In evidenza

E' stato trovato in possesso di un coltello a serramanico - dalla lunghezza complessiva di 15 centimetri, con una lama di 7 centimetri, - e di una cartuccia inesplosa calibro 7,65. A fermare e controllare il quarantunenne di Vittoria, lungo la statale 115, all'altezza di Licata, sono stati i poliziotti del commissariato cittadino. Gli agenti, notando lo strano atteggiamento dell'automobilista, hanno effettuato subito una perquisizione. Ed è proprio durante la perquisizione che è saltato fuori il coltello a serramanico e la cartuccia inesplosa. Il quarantunenne è stato, naturalmente, subito denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. Sia il coltellaccio che la cartuccia sono state poste sotto sequestro.  

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Nuova inchiesta su Girgenti Acque, la soddisfazione di Intercopa In evidenza

La Procura di Agrigento in data 11-05-2017 ha concluso altre indagini a carico della Girgenti Acque attraverso le quali si ipotizza che il gestore percepiva contributi dalla Regione, ai sensi della L.R. n. 9 del 2004, finalizzato a consentire l’equilibrio economico gestionale del Piano Ambito, oltre all’aumento delle tariffe attraverso l’applicazione di un indice di inflazione diverso da quello previsto. L’aggravio di quanto percepito, secondo la Procura di Agrigento equivarrebbe a 20milioni di euro, di fatto sostenute in parte da tutti i siciliani e in parte dai cittadini dell’ATO di Agrigento.

Il comitato Inter.Co.PA ha la magra soddisfazione di poter dichiarare che da tempo sostiene che potevano esserci ragioni per contestare le tariffe, sostenuti in questo da capaci consulenti. Allo stesso tempo però, oggi ancora più di ieri esiste una ragione, anche più grave delle precedenti, per adire la via del recesso secondo gli artt. 36, 38 della convenzione stipulata. Comitato che chiede: "Per quanto ancora dovremo attendere una manifesta presa d’atto da parte dell’ATI che la risoluzione è la via necessaria per tutelare e salvaguardare gli interessi  dei cittadini di questo ambito territoriale?"

 

 

 

 

 

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Libia: misterioso episodio in acque internazionali. Fermato  peschereccio di Mazara In evidenza

Il motopesca “Ghibli Primo”, iscritto al Compartimento marittimo di Mazara del Vallo, è stato fermato questa mattina in acque internazionali antistanti la Libia. Il fermo del motopesca è avvenuto intorno alle ore 9,30 a circa 25 miglia nord nord-est dalla zona di Bomba, nell’area di Tobruk. Il motopesca, di proprietà della società mazarese “Lumifa, è stato affiancato da un’imbarcazione con a bordo miliziani libici armati che hanno intimato al comandante Faro Licavoli e agli altri sei membri dell’equipaggio (tre italiani e tre tunisini) di arrestare l’attività di pesca e di seguirli; le due imbarcazioni sarebbero in navigazione verso un porto ad ovest di Derna, probabilmente Ras al Helal o a Bengasi. “Si tratta di una modalità inusuale –ha dichiarato Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu ed esperto in materia- in quanto il peschereccio si trovava nelle acque internazionali antistanti il Protettorato di Tobruk le cui autorità prontamente contattate erano all’oscuro dell’episodio”. L’Assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, l’On. Antonello Cracolici, sta seguendo direttamente le fasi della concitata vicenda ed ha chiesto alle Autorità militari di intervenire con mezzi navali ed aerei per scongiurare il pericolo di un sequestro in una zona considerata pericolosa. Lo stesso Cracolici ha allertato le Autorità diplomatiche italiane mettendosi in contatto con il Sottosegretario agli Affari Esteri, on. Vincenzo Amendola”. 

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Nelle ultime ore, i Carabinieri della compagnia di Licata hanno intensificato i controlli sul territorio ed in particolare dei luoghi maggiormente frequentati. Nel dettaglio, sono state elevate circa 30 contravvenzioni al codice della strada; 8 mezzi sono stati sequestrati per mancanza di copertura assicurativa e sono state ritirate in tutto 15 carte di circolazione per varie infrazioni al codice della strada.Infine, a Palma di Montechiaro, i militari della locale stazione hanno deferito all’autorità giudiziaria due donne, casalinghe, 50enni, per furto aggravato di due paia di scarpe commesso all’interno di un esercizio commerciale del luogo.

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Favarese arrestato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e mannitolo In evidenza

Favara. I Carabinieri della locale tenenza hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, s.f., 35 enne, originario del luogo. Nel corso di servizio investigativo, a seguito di perquisizione,  è stato trovato in possesso di: 20 grammi di “cocaina” e  15 grammi di sostanza da taglio tipo mannitolo. Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. L’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Licata, a bordo di un ciclomotore effettuarono una rapina ai danni di un’anziana signora: arrestati dai Carabinieri In evidenza

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Licata, in esecuzione dell’Ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dall’ufficio del G.I.P. del Tribunale di Agrigento, traevano in arresto: GUELI Carmelo, classe 1992, nullafacente, con precedenti di polizia; CUSUMANO Antonio, classe 1995, nullafacente, con precedenti di polizia, poiché ritenuti responsabili, in concorso, di rapina aggravata.

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