"Massoneria: Vi spiego come funziona". Intervista Esclusiva a Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia. Articolo del Settimanale Il Fatto Popolare Numero 6 del 28/09/2012 In evidenza
16 Ottobre 2012 Scritto da 

"Massoneria: Vi spiego come funziona". Intervista Esclusiva a Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia. Articolo del Settimanale Il Fatto Popolare Numero 6 del 28/09/2012

Intervista esclusiva a Luigi Pruneti, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia che ci spiega com’è possibile accedere alla Comunione, ci parla delle commistioni tra massoneria, politica e inchieste giudiziarie e fa luce sulle Logge presenti a Sciacca e in provincia di Agrigento. Un mistero che continua da decenni...

Luigi Pruneti è il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi, riconfermato per la seconda volta a guida della Comunione.

E’ saggista, scrittore e docente di discipline umanistiche, nato a Firenze nel 1948, quarant’anni dopo la fondazione della Gran Loggia d’Italia.

Più che dalle numerose alte cariche ricoperte, la sua esperienza iniziatica è attestata dalla pubblicazione di libri e saggi sulla Tradizione, sulla storia della massoneria e del Rito Scozzese Antico ed Accettato. La concreta presenza nel mondo della cultura lo qualifica come umanista, storico della massoneria nonché poligrafo e giornalista dai molteplici interessi.

Dopo la curiosità e il successo riscontrato dall’articolo “Mistero Massoneria a Sciacca” pubblicato nel Numero 4 del Settimanale Il Fatto Popolare del 14/09/2012, abbiamo voluto approfondire l’argomento intervistando la guida nazionale di una delle più numerose Comunioni massoniche d’Italia. Pruneti non si è sottratto ad alcuna domanda, dipanando le nubi su alcune tematiche e mantenendo un po’ di mistero su alcune altre.

Una cosa è certa: ha confermato la presenza massiccia e radicata della Massoneria a Sciacca e in generale in provincia di Agrigento e in Sicilia. Logge nascoste, invisibili, con iscrizioni in aumento, con riunioni frequenti e partecipate, che contribuiscono a incentivare e custodire un segreto celato ormai da decenni.

Cosa cercano i massoni a Sciacca e nel territorio limitrofo? Quali sono i rapporti con il mondo della politica e della finanza? Quali messaggi si nascondono dietro la simbologia ufficiale dell’Obbedienza? Ecco cosa ci racconta in esclusiva il professore Luigi Pruneti, massone da 38 anni.

INTERVISTA AL GRAN MAESTRO DELLA GRAN LOGGIA D’ITALIA LUIGI PRUNETI

Maestro, quanti sono gli iscritti alla vostra Comunione in Sicilia e in provincia di Agrigento?

Abbiamo circa 700 iscritti che appartengono alla nostra Famiglia, contiamo 43 logge diverse in tutta la Sicilia, molte presenti in provincia di Agrigento e in diverse città per noi importanti come: Palermo, Ribera, Castelvetrano, Sambuca, Sciacca, Carini e Agrigento. Ogni loggia prende un nome diverso, ma sono tutte riconducibili all’unica grande Comunione. Ogni loggia inoltre ha un numero distintivo, unico in tutta la Provincia. La maggior parte sono intitolate a Garibaldi, a Carducci o a figure mitologiche. A Sciacca ci sono tre logge appartenenti alla nostra Comunione: la “Franco Franchi”, la “Kronion” e la “Saverio Friscia”.

Cosa spinge una persona ad iscriversi alla Massoneria? Le logge sono aperte anche alle donne?

Molti decidono di associarsi per il desiderio di vivere una esperienza diversa, mettersi in discussione, la Massoneria crea infatti condizioni spronanti dal punto di vista intellettuale e umano. Le logge della nostra Comunione sono aperte alle donne dal 1956, sono le cosiddette logge miste. Le prime 3 logge miste appartenenti alla nostra Obbedienza sono nate a Napoli, Firenze e Roma. Le donne spesso rappresentano il 30% degli iscritti e il dato è in aumento, ma non esistono da noi logge soltanto femminili. La presenza delle donne in massoneria comunque varia da regione a regione: al sud ce ne sono parecchie.

Spesso si è abituati a pensare alla Massoneria come ad una congrega costituita per lo più da persone avanti con l’età. Invece sono molti i giovani che si avvicinano. E’ vero?

Si, è vero. Ci sono tanti giovani tra gli iscritti. L’età anagrafica della Comunione infatti sta diminuendo, la Gran Loggia d’Italia è tra le più giovani tra quelle in Europa. Abbiamo tantissimi under 35 e under 40. Un tempo invece, quando mi sono iscritto io, la Massoneria era formata maggiormente da persone più avanti con l’età.

Parliamo un po’ della sua esperienza. Quando ha cominciato ad avvicinarsi alla Massoneria e perché?

Io ho iniziato nel 1974 a Firenze. Sono stato avvicinato da alcuni amici che mi hanno offerto questa opportunità. Ero incuriosito, conoscevo la Massoneria soltanto dagli studi liceali e universitari. Fu interessante avere l’occasione di conoscerla da vicino, mi piacque subito. Entrai nella Comunione con gli occhi sbarrati, all’inizio infatti capivo ben poco di quello che accadeva intorno a me, l’ambientazione durò un paio di anni. Poi si cominciò a creare l’amicizia con gli altri Fratelli. Ho trovato ambienti stimolanti, riflessioni interessanti, ho scoperto i vari lati del poliedro complesso. Penso che la Massoneria è come la musica: più la conosci e più la ami.

Maestro, comunque l’immaginario che un po’ tutti hanno della Massoneria  è negativo, misterioso. Probabilmente anche a causa della cinematografia o di alcune inchieste giudiziarie importanti?

Si, purtroppo lo devo confermare. L’immaginario collettivo è molto negativo, l’opinione pubblica storce la bocca su di noi, le polemiche vanno avanti da secoli, sin dal 1738 data della Bolla di Scomunica Clementina. Molti film hanno lanciato messaggi negativi sulla Massoneria, basti pensare a “Un Borghese piccolo piccolo”, oppure al film “La vera storia di Jack lo Squartatore”. All’influenza negativa hanno contribuito anche le inchieste giudiziarie. Le principali sono state due: quella del 1982 con la P2 di Licio Gelli e quella del 1992 portata avanti dal Procuratore Agostino Cordova, la cosiddetta “inchiesta di Palmi” sulla massoneria deviata.

L’inchiesta sulla P2 non riguarda la nostra Comunione perché la P2 di Licio Gelli era una loggia appartenente al Grande Oriente d’Italia. La concezione negativa che ha causato questa loggia ha influenzato l’intera Obbedienza, pure quelle logge come la nostra che non centravano nulla con loro. L’altra inchiesta invece, quella di Palmi, si è chiusa nel 2000 con un nulla di fatto, l’archiviazione e nessun reato trovato. Fu, a mio parere, una vera persecuzione politica.

A tal riguardo, l’inchiesta di Palmi intendeva dimostrare gli intrecci tra poteri occulti: apparati dello Stato, Alta Finanza, mafia e Massoneria. Si parla spesso della commistione tra Massoneria e Politica. Lei cosa ne pensa?

Si, se ne parla spesso. L’opinione pubblica pensa che tutti i politici abbiamo a che fare con la Massoneria. Appena sullo scenario nazionale si affaccia un nuovo politico lo si collega subito alla massoneria e a teoriche sue ingerenze. Anche del premier Mario Monti ho letto tante volte che possa essere un massone, ma non è assolutamente vero. Tutto ciò che è nuovo o difforme dal consueto lo si definisce e pensa “massone”. Io posso parlare per la Gran Loggia d’Italia di cui sono Gran Maestro. La nostra Comunione è estranea alla politica. Ciò non toglie che magari altre Comunioni possano avere dei collegamenti con quel mondo. La politica a mio avviso dovrebbe essere fatta soltanto dai partiti politici, la Massoneria dovrebbe starne fuori.

Com’è possibile entrare in Massoneria o iscriversi alla sua Comunione?

Non è difficile. C’è il metodo classico dell’avvicinamento dove qualche Fratello ti invita ad entrare nella famiglia. Al giorno d’oggi il metodo più utilizzato è internet. Basta contattarci anche via

e-mail. Tutti i giorni ci arrivano 20-30 richieste di informazioni. Coloro che si dimostrano più interessati li mettiamo in contatto con un rappresentante presente in loco, il più vicino a dove si trova il richiedente. Quindi nessun segreto, né mistero su questo.

Ma quali sono gli obbiettivi della Massoneria? Quali i progetti? Di cosa si discute nelle riunioni?

Esiste un progetto strategico generale, ossia il miglioramento dell’uomo, che deve divenire un soggetto davvero libero in grado di giudicare in modo indipendente, senza farsi influenzare dagli altri. Tutti gli uomini si illudono di essere liberi, siamo tutti condizionati. Il messaggio è appunto quello di stare attento, valutare, ascoltare tutti ma poi giudicare in maniera autonoma. E’ un progetto di conoscenza e coscienza. La conoscenza porta alla coscienza, per giungere alla libertà. Ciò mi rimanda ad una frase di Giovanni: “La verità e la libertà si identificano”. E’ dunque un metodo che si svolge all’interno delle sue riunioni. Oltre al progetto generale, ci sono poi i progetti da svolgere con l’esterno perché la Massoneria vive con la società e nella società. Lo scopo dei progetti con l’esterno è quello di far conoscere meglio se stessa, sfatare i tabù negativi che la riguardano, promuovere la cultura. Solo un mondo dove vince la conoscenza è capace di scegliere davvero, l’uomo dev’essere conscio di sé e deve promuovere la libertà dei singoli. Inoltre facciamo tanta solidarietà in maniera non eclatante ma costante. La solidarietà tra gli uomini è un Valore con la V maiuscola senza la quale non possiamo prescindere.

Ma svolgere questi progetti con l’esterno significa probabilmente rivelarsi come massone e togliere quell’aura di segretezza che annebbia riunioni, logge e comunioni.

Mettiamola così. Ogni massone può palesare se stesso, può affiggere i simboli sui propri indumenti, può parlare di massoneria, ma non può comunicare all’esterno i nomi di altri appartenenti. E’ anche una questione di riservatezza personale. E’ il singolo che deve palesare la propria obbedienza, ma non quella degli altri.

Lei ha appena fatto accenno ai simboli e alla simbologia. Quali sono quelli più in uso tra le varie logge?

Abbiamo una vera e propria enciclopedia di simboli. I più comuni sono quelli derivati dal mondo del lavoro, delle corporazioni e degli antichi e liberi costruttori di Cattedrali: abbiamo la squadra simbolo di rettitudine, il compasso sinonimo di intelligenza, la livella, il filo a piombo, la pietra cubica, lo scalpello, il mazzuolo. Ci sono altri simboli cosiddetti ancestrali come il sole, la luna, la volta stellata, il Nodo di Salomone, la stella a cinque punte. Infine c’è tutta una iconografia proveniente dal mondo vegetale e animale: l’alloro, l’olivo, l’acacia, in America le logge usano molto il sicomoro. Come simboli animali invece troviamo: il pellicano simbolo di altruismo, la Fenice l’uccello che non muore mai, l’aquila che volando in alto ha una visione globale di tutte le cose. Un altro simbolo molto importante sono le Colonne del Tempio.

Calogero Parlapiano



Calogero Parlapiano

Direttore di Redazione

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