"Terre di Cunti". Cultura, tradizione, territorio e sviluppo a Sambuca e Menfi In evidenza
25 Settembre 2013 Scritto da 

"Terre di Cunti". Cultura, tradizione, territorio e sviluppo a Sambuca e Menfi

Il «cunto» come racconto di luoghi e trait d’union di culture e meticciato: parte venerdì 27 settembre per concludersi sabato 26 ottobre la rassegna “Terre di Cunti”, primo passo per la creazione nell’Isola di un Festival dei Cunti Mediterranei. Ad ospitare gli spettacoli due comuni dell'agrigentino: Sambuca di Sicilia e Menfi.

Musica e teatro saranno i protagonisti di questa prima edizione che coinvolgerà vari artisti, si andrà dal cantautorato mediterraneo dei Radiodervish (27 settembre, piazza Matrice - Sambuca) al rito per le madri migranti inghiottite dal mare con Carla Peirolero e la Compagnia del Suq di Genova (28 settembre, Pineta Molinari - Menfi), dal giardino delle truvature ricostruito in Al Bustan (12 ottobre, Museo etnografico - Menfi) al senno perduto di Astolfo sulla luna in un reading contemporaneo di Filippo Luna (19 ottobre, Teatro L’Idea - Sambuca) e fino alla Terra di mezzo delineata da Said Benmsafer, Francesco Giordano, Mauro Cottone ed Eleonora Tabbì (28 ottobre, Teatro L’Idea – Sambuca).

Sono solo alcuni degli eventi inseriti nel programma culturale del Progetto Ellisse, nato da un’idea di Paola Caridi, Francesco Bondì e Samantha Di Laura, e finanziato dalla Regione Siciliana, assessorato Turismo, Sport e Spettacolo. Il Progetto Ellisse nasce dalla sinergia tra Sambuca di Sicilia (capofila del progetto) e Menfi per creare una collaborazione virtuosa tra le attività culturali e produttive dei due comuni e promuoverne, difendere e valorizzare il territorio. La via scelta è quella dei “cunti”, una delle forme di narrazione più forti per l’immagine della Sicilia, veicolo comune a tutte le culture del Mediterraneo per la trasmissione orale della conoscenza e la coesione sociale.

Contaminazione e condivisione, musica e teatro, realtà e immaginazione: facce della stessa medaglia, due fuochi di un’ellisse che si rimpallano tra Menfi e Sambuca di Sicilia. Da una parte l’origine araba dell’antica Zabut (Sambuca), incastonata nella campagna ai margini della Valle del Belìce, dall’altra quell’Inycon (Menfi) dedita al vino di qualità e al mare, premiato 17 volte con la Bandiera Blu della Fee. In mezzo, chilometri di vigneti, colline coltivate a grano, e uliveti; sullo sfondo, le terre del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa rendono i panorami tra Sambuca e Menfi un continuo richiamo e ricamo letterario. Una rassegna culturale che spazia dalla musica al teatro con un’attenzione estetica profonda e complessa alla terra, all’architettura, alla qualità dell’agricoltura, alla storia, al patrimonio artistico, in cui la difesa della bellezza è presupposto di uno sviluppo sostenibile in cui la Sicilia è saldo centro del Mar Mediterraneo. Il progetto prevede un ciclo di spettacoli a Sambuca e a Menfi (inizio alle ore 21.00) con l’intervento di artisti siciliani, nazionali e internazionali, che si esibiranno negli edifici storici di alto valore architettonico o negli spazi dal suggestivo contesto naturale.

I territori

Sambuca di Sicilia, fondata dagli arabi alla metà del nono secolo, sede di un quartiere saraceno il cui impianto urbanistico è quello che ha il migliore stato di conservazione nella Sicilia occidentale. Sambuca, l’antica Zabut, mostra ancora i segni di una ricchezza architettonica e culturale che ne aveva fatto un centro di tutto rispetto: dalla Matrice in pietra arenaria, imponente e visibile da lontano, costruita sul castello arabo, sino al teatro ottocentesco, un gioiello simbolo dello spessore culturale della sua intellighentsjia, rappresentata dalla figura del proto-verista Navarro della Miraglia. A sorvegliare la cittadina, il monte Adranone con gli scavi archeologici della città greca di Adranon, i cui reperti sono esposti, oltre che nei maggiori musei della Sicilia, anche nell'area museale che si trova all'interno di Palazzo Panitteri.

Menfi, balcone sul mare, nel suo periodo più difficile, a cavallo del terremoto del 1968, ha saputo trovare gli spunti e la forza per diventare un centro economico capace di creare opportunità di lavoro che oggi attraggono professionalità da tutta Italia. Le sue colline, lussureggianti di viti, ospitano strutture ricettive sostenibili e di alto livello. Nel suo territorio si trovano alcune tra le più grandi e famose aziende vitivinicole della Sicilia e d’Europa, ci sono frantoi dal potenziale in notevole espansione, una grintosa casa editrice, splendidi casali dagli ampi cortili e poi c’è il mare, la pista ciclabile, e tutta una cultura di territorio e di enogastronomia che attende solo di essere “cuntata”.



Redazione

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