Caso Italcementi, CGIL agrigentina: "quanto dobbiamo aspettare ancora?" In evidenza
22 Agosto 2017 Scritto da 

Caso Italcementi, CGIL agrigentina: "quanto dobbiamo aspettare ancora?"

Caso Italcementi, CGIL agrigentina: "quanto dobbiamo aspettare ancora?"

Oggi una delegazione di ex Dipendenti della ITALCEMENTI di Porto Empedocle mi è venuta a trovare per tornare a rappresentarmi la drammaticità della loro condizione.

Ho assunto l’impegno che sarei “tornato alla carica” con ognuno dei soggetti che possono lavorare per una soluzione della questione.

Insieme a CISL e UIL, di Categoria e Confederali, abbiamo chiesto (il 4 Luglio!) al Prefetto di voler convocare una riunione con l’Azienda. 

Della questione è stata investita la Presidenza della Repubblica cui gli ex Dipendenti hanno indirizzato un’accorata lettera.

Della questione è stato investito il Ministro Alfano che aveva assicurato loro un impegno: ha fatto qualcosa?

L’impegno specifico della Regione non ci è pervenuto. Chiediamo alla Vice Presidente della Regione che è anche Assessore alle Attività Produttive di rendere noti se li ha fatti  e/o di compiere dei passi sull’Azienda.

Abbiamo sollecitato un ruolo attivo di Confindustria.

Insomma, cos’altro dobbiamo fare per pretendere che siano dette parole definitive sul futuro di questa Azienda nel nostro Territorio?

Ad alcuni sono già scaduti, ma a Novembre tutti gli ex Dipendenti saranno senza ammortizzatori sociali!

Oggi, alcuni di loro mi dicevano che hanno dovuto comunicare ai figli che non saranno in grado di mantenerli agli studi, altri hanno problemi con le Banche per i mutui e gli affidamenti in corso.

In questa provincia non abbiamo un robusto apparato industriale, al contrario.

Possibile che non siamo in condizione nemmeno di difendere quel poco che abbiamo?

Nessuno nega la crisi dell’edilizia. 

Il nostro Segretario della FILLEA, Vito Baglio, nei giorni scorsi denunciava come, in questi anni della crisi, abbiamo perduto 4000 (quattromila!) Lavoratori e 700 Aziende, ma possibile che il conto di questa crisi lo debbano pagare solo i Lavoratori?

Possibile non rinvenire traccia di una inversione di tendenza malgrado gli annunci di investimenti?

Nello specifico della questione ITALCEMENTI, è normale che a pagare il prezzo più caro siano stati solo i Lavoratori di Porto Empedocle?

A noi serve con estrema urgenza che l’Azienda ci dica cosa intende fare dello Stabilimento di Porto Empedocle; se è possibile (come si era impegnata a fare) in quell’area allocare altre attività produttive in grado di riassorbire questi Lavoratori; se è in condizioni di farli riassorbire in altre attività del Gruppo (si è sparsa voce di assunzioni nello Stabilimento di Novi Ligure, sarebbe davvero grave in presenza degli impegni sottoscritti!).

A Noi serve che tutti gli “attori” di questa vicenda facciano la loro parte per arrivare al risultato sperato e per restituire serenità a questi Lavoratori ed alle loro famiglie che, adesso, sono davvero stanchi di aspettare! 

No, non si può dire che siamo in periodo feriale. Abbiamo visto che, malgrado le ferie, c’è stato un frenetico attivismo sulle prossime elezioni regionali… se ci fosse lo stesso impegno sulle questioni del lavoro e dell’occupazione saremmo più contenti.

I Lavoratori si aspettano, legittimamente, risposte. Non deludeteli ancora.

Massimo Raso - segretario Camera del Lavoro provinciale



Francesca Ciaccio

Collaboratore di Redazione

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