Palermo, Forum Siciliano Acqua e Beni Comuni: "ultima chiamata per Crocetta: acqua pubblica o privata?" In evidenza
06 Marzo 2017 Scritto da 

Palermo, Forum Siciliano Acqua e Beni Comuni: "ultima chiamata per Crocetta: acqua pubblica o privata?"

Il Forum Siciliano Acqua e Beni Comuni insieme al Comitato promotore della proposta di legge di iniziativa Popolare e Consiliare per la ripubblicizzazione dell’Acqua in Sicilia chiedono al Presidente Crocetta un incontro urgente in merito all’applicazione della legge sull’Acqua varata nel 2015. Nei giorni scorsi è stata reiterata la richiesta d’accesso agli atti, di cui il primo blocco risale addirittura al 2014, mentre i successivi, richiesti per il tramite della IV Commissione Ambiente risalgono al febbraio  2016.

“E' evidente – afferma la coordinatrice del Forum, Antonella Leto – che se c'è tanta reticenza nel voler consegnare gli atti richiesti tramite la IV Commissione ARS, abbiamo colto nel segno e che l'attendismo dell'Assessorato non è che una azione dilatoria inaccettabile, che lascia presagire ulteriori manovre volte alla privatizzazione dell'Acqua in Sicilia. A dimostrazione di ciò si osserva che gli atti che il Presidente Crocetta e l'Assessore Contrafatto avrebbero dovuto emanare dall'approvazione della legge 19/15 sono, a distanza di un anno e mezzo, ancora da venire”.

Il voto contrario dell'Assessore Contrafatto durante la discussione della legge in IV Commissione a tutti gli articoli che conducevano alla gestione Pubblica, le modifiche apportate in Aula Parlamentare dallo stesso Assessore e dal Presidente Crocetta al testo di legge esitato dalla Commissione parlamentare (che, guarda caso, sono in gran parte le stesse modifiche che in seguito il Governo Renzi ha potuto impugnare), la scelta di rinunciare a resistere all'impugnativa presso la Corte Costituzionale sulla legge 19/15 ed anzi annunciare, ma non presentare, modifiche alla stessa per sottometterla alla volontà accentratrice e privatizzatrice del Governo nazionale, dimostrano in modo inequivocabile come questo Governo regionale ed il suo Presidente abbiano fin qui preso in giro i siciliani con false promesse sull'Acqua Pubblica.

Assessore, Presidente e Governo tutto sono totalmente assoggettati alle volontà neoliberiste ed affaristiche che fanno dell'Acqua Bene Comune l'oro blu su cui continuare a far fare profitto a pochi a discapito di tutti.

“Tutti sanno – afferma il rappresentante del Comitato, Michele Botta – che i costi di gestione del Sistema Idrico Integrato, compresi gli investimenti “privati” ricadono sulla tariffa che pagano i cittadini e che privatizzare equivale a privare di un Bene Pubblico e collettivo le comunità a favore di società per azioni o addirittura, come accade in Sicilia di una multinazionale quotata in borsa, Veolia, che fa profitti in tutto il mondo utilizzando i finanziamenti pubblici" .

“Crocetta deve risponderci – aggiunge Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia (che fa parte del Forum) – perché negare l'accesso agli atti è un chiaro segnale del fatto che questo Governo regionale non ha la minima intenzione di rispettare il voto espresso dai siciliani con il referendum. Sia come Forum che come associazione di tutela dei diritti dei consumatori non possiamo permettere che l'acqua venga privatizzata contro il volere dei cittadini”.

Per questo torniamo a chiedere un incontro urgente con il Presidente Crocetta a nome di quella maggioranza assoluta dei siciliani che ha votato per l'Acqua Pubblica nel 2011 e che ancora lo scorso 4 dicembre con oltre il 70% di NO ha bocciato le modifiche costituzionali (che Crocetta ha sostenuto) che avrebbero consentito a Renzi di avocare a sé ogni scelta del nostro territorio, compresa quella della privatizzazione dell'Acqua, nonché a nome dei 135 Comuni e delle decine di migliaia di cittadini che hanno promosso la legge Popolare e Consiliare per la ripubblicizzazione in Sicilia.

Crocetta chiarisca cosa vuol fare della nostra Acqua, piegarsi ai diktat nazionali ed agli interessi particolaristici o mantenere infine le promesse elettorali del 2013, prima di ricandidarsi.

Si scrive Acqua si legge Democrazia e non siamo disposti a cedere ne l'una ne l'altra!



Calogero Parlapiano

Direttore di Redazione

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