Sicilia, ripartire con il  Progetto “Calcestruzzo della Legalità”: CGIL e FILLEA insieme ai lavoratori della "Calcestruzzi Belice" di Montevago In evidenza
02 Marzo 2017 Scritto da 

Sicilia, ripartire con il Progetto “Calcestruzzo della Legalità”: CGIL e FILLEA insieme ai lavoratori della "Calcestruzzi Belice" di Montevago

I Segretari della CGIL e FILLEA Massimo Raso e Vito Baglio affermano: "ripartire con il  Progetto “Calcestruzzo della Legalità”: Noi ci stiamo! Ieri siamo stati a Trapani, insieme ai Lavoratori della “Calcestruzzi Belice” di Montevago alla iniziativa che CGIL, FILLEA, LIBERA di Trapani insieme con la “Calcestruzzi Ericina” hanno fatto in ricordo del Prefetto Fulvio Sodano a 3 anni dalla sua scomparsa e che ha visto, tra gli altri, la presenza di Graziano Gorla e di Don Luigi Ciotti.

Una iniziativa interessante, stimolante, utile soprattutto per riprendere con forza il ragionamento sul Progetto “Calcestruzzo della Legalità” che è stato, inspiegabilmente abbandonato.

Nella testimonianza di Luigi Castiglione, impiegato della Calcestruzzi Belice, abbiamo ripercorso l’incredibile vicenda che ha portato al fallimento dell’Azienda di Montevago insieme alla volontà di non mollare, di continuare il nostro impegno per arrivare, come nella difficile ma entusiasmante vicenda della “calcestruzzi ericina” alla gestione diretta dell’azienda confiscata.

A volte ci viene il sospetto che è proprio quello che si vuole impedire, che altri hanno coltivato altri progetti su questi beni e su queste Aziende: per Noi  è chiara una cosa, questa ricchezza deve ritornare ai Lavoratori ed alla Società.

Noi non consentiremo che questa Azienda diventi terreno di conquista di nessuno: deve ritornare a produrre lavoro e ricchezza in primo luogo per i Lavoratori, quelli che fin qui l’hanno portata avanti e l’hanno difesa.

Dopo l’incontro con il Vice Ministro Bubbico ci attendiamo che lo stesso dia seguito alle iniziative che, in quella sede, ha annunciato: devono emergere in tutta la loro gravità sia il comportamento dell’ENI che quello del Tribunale di Sciacca e dev’essere ristabilita la giustizia.

Così come dev’essere fatta piena luce su questi anni di gestione dal sequestro in poi fino ai licenziamenti che ci attendiamo vengano, al più presto, revocati.

Vorremmo si chiudesse presto questa pagina segnata dall’amarezza e dalle troppe stranezze per inaugurare quelle nella quale si riprende il progetto di recuperare pienamente alla legalità e alla trasparenza questo settore che non possiamo lasciare al malaffare e dalla mafia.

Vorremmo che non si spegnessero i riflettori e le attenzioni.

Il prossimo 6 marzo saremo di nuovo a Roma per un incontro con il Direttore Prefetto Postiglione cui  cercheremo di offrire gli elementi di valutazione sulla partita dei licenziamenti e a cui sottoporremo anche un elenco di questioni urgenti che, in questo vuoto di potere che si è venuto a determinare, rischiano di non essere affrontate da nessuno con grave rischio per la prosecuzione dell’attività.

Abbiamo denunciato e chiesto a tutti di aiutarci: ci auguriamo solo che gli impegni e le iniziative assunte e annunciate da parlamentari nazionali e regionali si possano tradurre in atti concreti.

La CGIL e la FILLEA, a tutti i livelli è presente e mantiene viva, insieme ai Lavoratori, questa speranza e questa possibilità di riscatto, per dare seguito alle cose che sono state dette ieri a Trapani, sarebbe utile che analogo segnale giungesse dall’ANBSC e dal Governo, affinché quel progetto del “calcestruzzo della legalità” possa realizzarsi. Noi ci stiamo!"



Alexandra Soldano

Collaboratore di Redazione

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