Carabinieri Agrigento, sorpreso ad un posto di blocco con Hashish e Cocaina In evidenza

Avevano appena iniziato un posto di blocco lungo la via Atenea, quando all’improvviso hanno visto un giovane che cercava di evitare lo sguardo dei Carabinieri, accelerando il passo.

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Giovane raffadalese in manette per tentata estorsione In evidenza

Nelle ultime ore, i Carabinieri hanno sventato un tentativo di estorsione nel paese di Raffadali. La situazione che i militari dell’Arma hanno dovuto fronteggiare è apparsa sin da subito delicata. Ricevuta la richiesta di aiuto da parte della madre di un giovane che non era rincasato, venivano avviate immediate indagini.

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Carabinieri Licata. Minacciava di morte la madre, per estorcerle danaro In evidenza

“Se non mi dai i soldi ti ammazzo”, con queste parole intimoriva la madre, procurandole ansia ed ingenerandole timore per la propria incolumita’.

Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Licata a mettere fine a questa triste storia caratterizzata dalle continue minacce e vessazioni che una donna 67 enne era costretta da qualche tempo a subire.

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Lancia un vaso contro i carabinieri: un arresto a Realmonte In evidenza

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento e della Stazione di Realmonte, in un tranquillo pomeriggio dello scorso fine settimana, non pensavano di doversi improvvisamente confrontare con una situazione così rischiosa. Ricevuta via radio dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale di Agrigento, una richiesta di intervento per una persona che stava verosimilmente creando disturbo alla quiete pubblica, suonando delle “trombette”, i Carabinieri impegnati in un servizio di prevenzione, si avvicinavano al luogo indicato ed improvvisamente, scesi dall’auto, venivano fatti oggetto del lancio di un vaso contenente terriccio, dal balcone ove si trovava la persona segnalata. Solo la prontezza di riflessi dei militari dell’Arma, in quel momento, ha evitato il peggio. Nel frattempo, l’autore del lancio scendeva rapidamente dall’abitazione, saliva a bordo della propria auto e si allontanava a folle velocità dal luogo.

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Naro, in manette un ladro d'uva In evidenza

Stava ultimando il caricamento di alcune cassette d’uva, asportate in pieno giorno ed alla luce del sole, da un vigneto in contrada “Grazia” di Naro (Ag).

Un settantatreenne, infatti, aveva deciso di fare una bella “scorta” di uva da tavola, ma proprio sul finire e poco prima di dileguarsi, è stato acciuffato dai Carabinieri della Compagnia di Licata e della Stazione di Naro, impegnati in un servizio di prevenzione nelle aree rurali.

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Carabinieri Canicattì. Controlli sull’area protetta del Monte Keli. Denunciato un imprenditore sorpreso a svolgere attività estrattiva illegale.

A Santa Elisabetta in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed archeologico, in un sito ove sono presenti delle necropoli sul fianco della montagna ed ove sono stati ritrovati reperti bizantini, ceramiche protostoriche e proto-greche, in questo scenario di rara bellezza ove si staglia il monte Keli, che domina l'abitato, ove sgorga anche l'antica sorgente del fiume Akragas, i Carabinieri, da qualche tempo, avevano notato che sul costone della montagna vi erano chiare tracce della mano dell’uomo, ovvero che qualcuno stava estraendo della pietra. Sono scattati così numerosi servizi di osservazione, organizzati dalla Compagnia di Canicattì, attuati da Carabinieri in borghese, al fine di risalire agli autori di tale scempio.

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Aveva favorito la latitanza di un boss di primo piano, Favarese catturato all’aeroporto di Palermo In evidenza

Carabinieri Agrigento. Aveva favorito la latitanza di un boss di primo piano. Favarese catturato all’aeroporto di Palermo. Per Sciortino Salvatore, 32 enne, il rientro in Italia non è stato dei migliori. Infatti, al suo arrivo presso l’Aeroporto Internazionale di Palermo, anziché parenti ed amici, ad attenderlo ha trovato i Carabinieri della Tenenza di Favara, che lo stavano monitorando da qualche mese e lo hanno catturato assieme ai colleghi della Stazione CC Aeroporto, conducendolo presso il Carcere palermitano “Pagliarelli”. Sul conto dello Sciortino, infatti, pendeva un Ordine di Carcerazione, in quanto deve scontare la pena di un anno ed otto mesi di reclusione, dato il suo coinvolgimento nel favoreggiamento del noto boss della mafia agrigentina Maurizio Di Gati, al quale aveva fornito “ospitalità” in diverse occasioni, durante la sua latitanza, aiutandolo a nascondersi presso le case rurali nella disponibilità della famiglia dello Sciortino.

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